La trappola della felicità: cos’è e perché devi liberartene

Se c’è una cosa che ho capito in questo 2021 è che siamo schiavi della trappola della felicità e non possiamo permetterci di vincolare la nostra autostima in base a ciò che ci accade intorno.

Attenzione, non sto dicendo che te ne devi fregare del mondo che va a fuoco, vivendo completamente dissociato dalla realtà.

Ti sto semplicemente dicendo che hai permesso a delle cose superflue di condizionare la tua serenità quotidiana.

E’ un discorso più semplice di quanto queste righe possano trasmetterti.

Siediti comodo che si comincia.


La trappola della felicità condiziona le tue giornate

In questo mondo che va a tremila, siamo stati attratti da un falso senso di appagamento e protezione da quella che è l’opinione che ha su di noi la società.

“Ti sentirai realizzato e felice quando avrai ottenuto questo, piuttosto che quest’altro”.

Ora, “questo e quest’altro” possono essere qualsiasi cosa:

  • Ottenere una promozione
  • Guadagnare più soldi
  • Sposarti e avere figli prima di una certa età
  • Acquistare delle proprietà
  • Avviare un’attività di successo
  • Non fallire mai

Capisci bene come tutte queste cose facciano presto a trasformarsi in un manifesto del “Sarò felice quando…”

  • “…guadagnerò più soldi”
  • “…comprerò quella casa”
  • “…diventerò il capo ufficio”

Eccetera, eccetera.

Ora voglio farti una domanda: sei davvero sicuro che ottenuta una di queste cose, potrai ritenerti davvero felice?


La trappola della felicità è un loop infernale

la trappola della felicità kevin flynn

Come puoi ben immaginare, il “sarò felice quando” innesca un loop da cui difficilmente puoi uscire.

Si perché ottenuto ciò che volevi, ritornerai al punto di partenza, ponendoti un altro obiettivo per quantificare la tua felicità.

Capisci bene come questa cosa sia un circolo senza fine, per giunta estenuante.

Spesso ciò di cui abbiamo realmente bisogno è qualcosa di molto più profondo, immateriale, a cui diamo una sorta di sembianza tangibile, solo per colmare il senso di vuoto.

Ci sono talmente tante variabili nella vita che, con il passare dei giorni (sono stato delicato, perché avrei potuto dire invecchiando), i nostri standard mutano.

Quando ti parlo di standard, intendo il modo in cui vuoi realmente vivere la vita, le persone che vuoi avere al fianco, chi ti attrae, e come vorresti gestire la tua attività.

Uhm…Mi è venuta in mente la citazione di un film che adoro: Tron Legacy.


“Caratteristica della perfezione è di essere irraggiungibile, inconoscibile”

Kevin Flynn

Ecco, questo è il problema. La ricerca della vita perfetta che ti renda felice.

Ma la vita perfetta non esiste, proprio perché ciò che oggi ti rende felice, domani potrebbe non bastarti.


Cosa ti rende davvero felice?

Perché insegui il sogno della felicità, quando in realtà sai bene che tutto è così mutevole?

Beh, questo è abbastanza chiaro. La colpa è della società in cui viviamo.

Si, perché la società ti sbatte in faccia che per aumentare la tua autostima è fondamentale il parere degli altri.

Questo innesca un meccanismo che ci spinge alla costante ricerca di qualcosa da mostrare agli altri, dimenticandoci una cosa fondamentale.

Essere ciò che siamo.

Il tempo va dedicato alle cose che ci rendono davvero felici, e non a qualcosa che non ci serve realmente.

Lo so, non è facile farlo in un mondo dove l’apparenza è più importante della sostanza, ma da questo punto di vista la pandemia del 2019 ci è venuta incontro.

Si, perché volente o nolente ci siamo dovuti fermare e abbiamo avuto il tempo di guardarci dentro (chi più e chi meno).

Ciò che sto cercando di dirti è che non hai bisogno d’inseguire delle cose materiali per quantificare la tua felicità.

Hai già tutto. Le restanti cose sono un contorno.

Si tratta solamente di vedere le cose sotto una prospettiva diversa e riprogrammare le nostre priorità.

Ti faccio un esempio.

Se ti privassi di tutto ciò che è materiale dalla tua vita, i tuoi affetti ti amerebbero lo stesso per ciò che realmente sei.

Non ti sembra logico?


La trappola della felicità e il personal branding

Ti starai chiedendo cosa diavolo centri questo articolo con il personal branding o il business.

Beh, capisco il tuo smarrimento. Del resto questo post è qualcosa di più profondo e soggettivo rispetto ai temi che tratto solitamente sul mio blog.

In realtà ho avuto anche qualche difficoltà a inquadrarlo in una categoria specifica, dirottandolo poi in vita da freelance.

Ma pensaci bene.

Come puoi creare un business solido se non ami, confidi e credi in te stesso e in ciò che sei realmente?

Inseguendo la prossima “felicità” rischi davvero di perderti la bellezza del presente.

Tutto ciò che hai scelto di portare lungo il cammino della tua vita, che siano dipendenti, amici, posti di lavoro, etc, devono migliorare ciò che sei e non diventare una gratificazione sostitutiva a ciò che hai dentro.

Ti svelo una cosa che ha funzionato su di me: smetti di ripeterti “sarò felice quando” e inizia a concentrarti su “sono felice ora perché”.

Resta connesso. Alla prossima!


Letture consigliate

Se hai trovato interessante l’articolo, ti consiglio la lettura del libro La trappola della felicità. Come smettere di tormentarsi e iniziare a vivere.

Fammi sapere cosa ne pensi nei commenti!

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La trappola della felicità. Come smettere di tormentarsi e iniziare a vivere

Autore: Russ Harris
Editore: Erickson
Data di uscita: 16 marzo 2010
Pagine: 271
Genere: Psicologia

Questo libro affronta in modo nuovo e originale il problema della felicità e della soddisfazione nella vita.
Russ Harris ci conduce alla scoperta della nostra personale trappola della felicità, guidandoci a prendere coscienza dei meccanismi mentali che ci tengono prigionieri.


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