Followback: ti dico perché non ti serve a niente

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Followback? No, non ti voglio seguire e ti spiego perché!

Quante volte ti è capitato di dare un followback sui social network a qualcuno che aveva cominciato a seguirti?

Quante volte hai aggiunto qualche punto di riferimento o personaggio famoso alla tua cerchia dei contatti, senza curarti se avrebbe potuto contribuire a migliorare le tue competenze?

Oggi non voglio parlarti di come aumentare i tuo followers, bensì voglio spiegarti perché dovresti concedere il followback soltanto verso chi fa davvero parte della tua comunità online.

Sei pronto? Cominciamo.




Suppongo che te (come anch’io del resto) quando ci siamo iscritti a Facebook o Twitter, abbiamo inizialmente cominciato a seguire una miriade di persone e pagine.

Alcuni indubbiamente referenti o esperti del nostro settore, altri famosi e spesso che non parlano nemmeno l’italiano.

followDopo qualche mese, ti renderai conto inequivocabilmente di avere una community fiorente in termini di numeri, ma sicuramente sterile.

Quelle persone che stai seguendo non ti hanno mai lasciato un benedetto like o un ringraziamento per aver condiviso un loro post. Ecco, qui dovresti porti alcune domande:

Stai seguendo davvero le persone giuste? Hai aggiunto valore o interesse nella tua comunità online?

Molti sostengono che la web community non sia importante nella gestione di una carriera, ma soltanto uno dei tanti step per accrescere la propria immagine.

Il mio parere è che avere un seguito di persone veramente interessate ai contenuti e ai servizi che si offrono, è essenziale per divulgare nel migliore dei modi il proprio personal brand.

Che senso ha generare contenuti strepitosi e di qualità, avere obiettivi ben definiti e la volontà di raggiungerli, se nessuno è interessato a tutto questo? (A nulla, te lo dico io)

Spesso si fa confusione tra qualità e quantità. Un seguito di qualità non sempre coincide con l’avere molti seguaci, ricordalo.

La necessità di definire lo scopo della tua comunità

communityQualche tempo fa, sono stato ad una convention di settore, e ciò che è successo mi ha ispirato alla stesura di questo articolo. Uno degli organizzatori si è avvicinato e mi ha detto “Gian, quanto tempo! Come stai?”.

Dopo alcuni convenevoli ha proseguito dicendo: “Ho notato che mi hai rimosso da Facebook e Twitter. E’ successo qualcosa? Sai che ci tengo ad averti tra i miei contatti!”.

Una cosa che non sai, è che io sono molto diretto nella vita di tutti i giorni. Non amo per niente girare intorno alle cose, e per questo gli ho risposto così: “Vedi, mi capita spesso di tener d’occhio la mia community e se vedo che ci sono contatti che non interagiscono con me, tendo a rimuoverli”.

Oddio che abbia mai messo un like ad un mio post o commentato qualche mia pubblicazione! Sinceramente non me ne faccio nulla di seguire qualcuno (ed essere seguito) solo per far numero, scattarci due foto ogni morte di Papa al solo scopo di sembrare amici da una vita.

Certe relazioni non portano a nulla. Non è cinismo, ma obiettività.




Le persone realmente interessate al tuo personal brand, faranno di tutto per interagire con te.

Col tempo imparerai che è meglio avere un seguito di persone meno “conosciute” e che troveranno davvero utili i tuoi consigli, piuttosto che molti “soliti sospetti” che vedrai magicamente comparire nel momento del bisogno.

Un giorno una persona mi disse: “Bisogna interagire con tutti, perché non si sa mai cosa può accadere un domani”.

Per certi versi ha ragione, motivo per cui tendo ad essere sempre cordiale con tutti nel quotidiano, ma ciò non significa che debba dargli per forza un followback.

Se un giorno vorrò vedere cosa fanno o cosa scrivono d’interessante, entrerò nel loro sito web per cercare informazioni (ammesso e non concesso ne abbiano uno).

Followback: ti dico perché non ti serve a niente

Passo molto tempo sui social network, ma mi rendo conto che molti brand, aziende o singoli individui, continuano a commettere lo stesso errore. Creano una community basata sui numeri, senza tener conto dei propri obiettivi.

Poi però si stupiscono quando, nonostante abbiano migliaia di followers, non generano nessuna interazione o alcun profitto.

Alcuni filtri che adotto e che dovresti prendere in considerazione sono:

  • Non ti do il mio followback perché non generi valore ai miei contenuti
  • Non rientri nel mio target di riferimento, quindi niente followback
  • Commenti solo per criticare i miei lavori, ergo non m’interessa seguirti

Ricordati che la rete non è molto diversa dalla vita reale. Tu andresti mai a bere una birra (ma quanto è buona la birra?!?) con qualcuno che non è interessato a ciò che fai, con cui non hai nulla in comune e che non fa altro che criticarti?

Risponditi da solo.


Bene, sono giunto alla fine di questo articolo sul followback, e quello che è davvero importante tu sappia è che un costante monitoraggio della tua comunità può far crescere ulteriormente il tuo personal brand.

Per me, un marchio forte e credibile deve avere un seguito di persone forti e credibili, disposte a seguirti e sostenerti. Spero che questo ti abbia aperto gli occhi e ti sia d’aiuto in futuro.

Resta connesso, alla prossima! 😉

Ah, ultima cosa importantissima:

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